Paolo Ferrero, un politico “controcorrente”

Paolo Ferrero

Paolo Ferrero, un politico che in molti hanno considerato “controcorrente” ma che forse non è stato altro che un uomo che ha cercato di portare le sue idee nella politica italiana e che ha saputo fare il passo indietro quando tutto è finito restando a furor di popolo segretario del suo partito. Un politico per passione che non ha mai disdegnato i propri ideali in un mondo che forse secondo molti non esiste.

Nato il 17 novembre del 1960 a Pomaretto, in Provincia di Torino, zona di sinistra per eccellenza, inizia sin da bambino a fare politica iscrivendosi al partito di sinistra denominato “Democrazia Proletaria”. Il suo ideale politico si fece largo anche quando nel 1979 inizia a lavorare alla Fiat dove costituisce il Collettivo Operaio di Informazione, divulgando le sue idee democratiche.

Nel 1994 diventa copogruppo consiliare a Torino del Partito di Rifondazione Comunista, iniziando la scalata politica che si interrompe alle elezioni politiche del 2001, quando si Candida al Senato senza però essere eletto.

Ferrero non demorde e nel 2006 riesce a spuntarla, ottenendo i voti necessari ad essere eletto come deputato del Partito di Rifondazione Comunista. La scalata del piemontese non si ferma e con il secondo governo Prodi viene nominato Ministro della solidarietà sociale con delega materia di politiche sociali, politiche delle migrazioni, contrasto alle tossicodipendenze e Servizio Civile.

Durante la sua permanenza tra alti e bassi, Ferrero partecipa attivamente alle questioni politico-sociali del Governo ma, nonostante il suo operato piuttosto onesto, a causa della caduta libera della sinistra in Italia e dell’ascesa della destra, non viene rieletto alle elezioni politiche del 2008. Rimasto legato ai principi democratici nello stesso anno diventa Segretario nazionale di Rifondazione Comunista, svolgendo un duro ed importante lavoro sopratutto nel cercare di unificare tutti i partiti della sinistra. Nel 2010 si candida alla Presidenza della Regione Campania ottenendo però poche preferenze. Nello stesso anno, stanco della carriera politica riprende a lavorare dopo 15 anni di aspettativa presso lo stabilimento Fiat di Villar Perosa anche se per questioni interne al movimento è costretto a ricandidarsi alle elezioni politiche del 2013 nella lista Rivoluzione Civile capeggiata da Antonio Ingroia, risultando non eletto in quanto la lista non riesce a superare lo “sbarramento”.

La sconfitta porta Ferrero a rassegnare le dimissioni insieme a tutta la segreteria nazionale, voltando definitivamente le spalle al mondo politico italiano. Ma il suo grande carisma non gli consente questo “dietro – front” e al IX Congresso nazionale del Partito nel dicembre 2013 vengono rigettate le sue dimissioni e Paolo Ferrero viene riconfermato segretario nazionale, carica che ancora oggi ricopre con grande decisione e personalità.

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